COS’È IL BABY BLUES O MATERNITY BLUES

COS’É IL BABY BLUES O MATERNITY BLUES
Se sei una neomamma e percepisci la comparsa improvvisa di un senso di ansia e di tristezza, la paura e l’ansia di non farcela, sconforto  e un pianto incontrollato; stai affrontando il baby blues o anche detto maternità blues.
Care mamme, sono dei sintomi passeggeri che durano alcuni giorni, non bisogna allarmarsi, non state entrando in una depressione post-parto.É un disagio fisiologico che tende a svanire nel giro di qualche giorno.

LE CAUSE DEL BABY BLUES

– la fatica del travaglio e del parto
– l’improvviso cambiamento ormonale
– l’aumento della responsabilità legata al nuovo ruolo di mamma
– non accettare il proprio corpo, ancora “diverso”
– il bisogno di ricalibrare il rapporto con il proprio partner

RICORDA: Non sei una cattiva mamma o non in grado!

COME SUPERARLO:
Quello che ti può aiutare è esprimere come ti senti, esprimere il tuo disagio e chiedere un supporto da parte del tuo compagno, di tua madre, una sorella o amica.Cerca di non chiuderti in te stessa, non giudicarti; l’arrivo di un bambino non porta con sé solo gioia o sentimenti positivi. Sicuramente se chiederai ad altre mamme come si sono sentite dopo il parto ti risponderanno che si sono sentite in questo modo.

Se i sintomi persistono dopo la quarta/sesta settimana è opportuno contattare uno specialista. In questo caso potrebbe trattarsi di depressione post parto.


Dott.ssa Martina Cavaletto

SOGNO INFRANTO

Quando nasce una mamma un’altra si spegne!

Ogni giorno ci sono mamme che nascono e altre che si spengono.
L’aborto spontaneo è più comune di quello che si pensa. Purtroppo “perdere” un bambino risulta più probabile di quello che si pensa. Secondo delle statistichecirca il 15% 1 donna su 6 ha un aborto spontaneo. 

Quando il ginecologo ti dice “non c’è più battito” il mondo ti cade addosso, rimani pietrificata guardando l’ecografia mentre il medico continua a parlare e di quello che dice non capirai mai nulla, perchè nella tua mente rimbomba un pensiero: tuo figlio non c’è più. Ad un tratto crollano tutte le immagini, i progetti e le fantasie che avevi creato nei giorni e nei mesi. Improvvisamente tutto svanisce e sei attraversata da un immenso dolore. Dolore perchè l’amore per un figlio non avviene in funzione della sua dimensione o da quanto tempo esiste. Quando vedi quel test di gravidanza positivo tu donna, ti senti già mamma e inizi sin da subito ad amare quella piccola cellula che custodisci dentro di te.

Le persone intorno ti chiedono di andare avanti, è così difficile per la nostra società accettare la morte e soprattutto la morte di un embrione, feto, bambino vissuto per poco tempo. Sicuramente andrai avanti, ma ora c’è dolore e quel dolore ha tutto il diritto di esistere 

Vorrei dire a tutte le donne di non chiudersi nel dolore, ma di trovare uno spazio in cui esprimere quello che stanno attraversando, circondarsi di persone che riescano a sostenerle.

DIFFICOLTA’ A RIMANERE INCINTA?

Lo stile di vita frenetico, i problemi economici e i numerosi impegni incidono sulla possibilità di avere una gravidanza?

Numerose ricerche scientifiche (puoi vedere su PubMed) dimostrano che lo stress è un nemico della fertilità maschile e femminile. Alti livelli di stress nella donna provocano alterazione nell’ovulazione e nel ciclo mestruale,  riduce la qualità degli ovociti e ritardano il rilascio del follicolo; nell’uomo agiscono negativamente sul livello del testosterone maschile e sulla produzione (quantità e qualità) degli spermatozoi.

Una donna può  soffrire molto se un bambino non arriva: può provare frustrazione, rabbia, tristezza o ansia, tanto da arrivare ad avere attacchi di panico. 

La coppia può anche andare in crisi sperimentando tutta questa sofferenza.
Per questo risulta importante avere degli strumenti per gestire e ridurre lo stress. Avere una “cassetta degli attrezzi” che racchiuda pratiche di rilassamento e di consapevolezza di sé (Mindfulness) che ci aiutano a conoscere il nostro corpo, i nostri bisogni, le nostre emozioni e che ci aiutino ad allontanare i numerosi pensieri negativi che invadono continuamente la nostra mente. 

Se anche tu sei una donna che sta cercando da molto una gravidanza e ti senti affaticata, stanca e ogni mese che passa sta diventando sempre più stressante puoi contattarmi per avere maggiori informazioni:

Dott.ssa Martina Cavaletto
cell.340 0703127 (anche SMS)

Non ce la fai più? Non riesci a gestire la rabbia?

La rabbia è un’emozione di base, innata, che è utile per la nostra sopravvivenza perché ci aiuta a difenderci.
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Tutti noi proviamo questa emozione, dai bambini agli anziani, alcuni la agiscono (esplodono) altri la reprimono (implodono).
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La funzione di questa emozione è la difesa per la sopravvivenza nell’ambiente in cui ci troviamo, e cominciamo a percepirla quando subiamo un torto, un’ingiustizia, una violazione dei propri diritti.
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La rabbia diventa disfunzionale e ci crea malessere quando crea sofferenza individuale, o mina le nostre relazioni sociali.
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Ti capita di sfogare questa emozione con tuo figlio, con i tuoi genitori, amici, compagno/a, marito, moglie, collega, ecc…oppure la trattieni, tieni tutto dentro, lasci correre e finisci con avere dolori allo stomaco o alla testa?
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Stai provando da tempo un modo per gestire la rabbia ma non ci riesci? 
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Un piccolo esercizio che puoi utilizzare quando ti senti arrabbiato è controllare la respirazione: 

puoi contare fino a tre quando inspiri, trattenere l’aria e poi espirare contando ancora fino a tre. Continua a respirare in questo modo finché non ti sei calmato. ????
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A volte, dopo averle provate tutte, abbiamo bisogno di un aiuto da parte di un professionista che ci insegni delle modalità nuove per comunicare come ci sentiamo, oppure delle strategie per cominciare a gestire le nostre emozioni.
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Se non ce la fai più puoi contattarmi per avere maggiori informazioni:

Dott.ssa Martina Cavaletto
cell. 340 0703127 (anche sms o WhatsApp)

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COSA EVITARE DI DIRE A UNA DONNA CHE HA PERSO UN BAMBINO

Il lutto prenatale (morte dell’embrione o del feto prima del parto) e perinatale (morte del neonato subito dopo la nascita) nel nostro Paese non è ancora pienamente accettato, anzi è quasi un tabù, se ne parla poco e si tende spesso a minimizzare il dolore che una donna o una famiglia può provare.
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⚠️ Le parole più dolorose che una donna, una famiglia che ha perso il proprio figlio non dovrebbe sentire (almeno immediatamente) sono:

– Potete sempre avere un altro figlio = potrebbe essere interpretato come dimenticate questo bambino, sostituitelo con un altro

– Per fortuna che è successo adesso, prima che ti affezionassi al bambino = chi dice che quei genitori non fossero già affezionati a quel bambino?

– Se il bambino era malato è meglio che sia andata così = è sempre un bambino morto: cosa vogliamo comunicare? meglio un bambino morto piuttosto che malato?

– Dovete essere forti = le persone non devono essere sempre forti, positive ma possono anche permettersi di soffrire e provare dolore per la pedita.
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Queste frasi sono sicuramente dette in buona fede ma, in quel momento, la mamma e il papà del bambino non riescono a viverle come consolazioni. Non ci sono molte parole per alleviare quel dolore, se non accoglierlo. A volte basterebbe un semplice “mi dispiace” e lasciare che i genitori si prendano il tempo necessario per superare questo momento.
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❤ Un abbraccio a tutte quelle mamme e papà che hanno perso il proprio bambino/a e visto il loro sogno infrangersi. 
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➡️ Se ti senti in difficoltà, non riesci a superare  questo momento così doloroso della tua vita, riconosci di aver bisogno di un supporto, contattami.

Dott.ssa Martina Cavaletto
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LUTTO PERINATALE

Il dolore e il vuoto che lascia un aborto spontaneo è immenso. Non si trovano parole…

Eppure a questo dolore non viene data abbastanza importanza per una serie di perchè… perchè bisogna andare avanti…perchè massì avrai un’altra occasione…perchè sei giovane…perchè meglio sia successo prima che poi…perchè…perchè…
Si fa finta che non esistesse!

Ma una donna e il suo compagno sanno benissimo cosa significa quella perdita, quell’attesa interrotta, quel sogno infranto!

Care mamme e genitori, non chiudetevi nel dolore, cercate qualcuno che vi sa ascoltare senza dare giudizi, qualcuno che sa accogliere il vostro dolore senza commentare…qualcuno che vi supporti in questo momento. 

Un abbraccio stretto a tutte quelle donne che in questo momento stanno attraversando questo terribile momento ❤

P.S. Il dolore non si misura dalla grandezza o dal tempo ma dall’amore che si è donato ❤

Dott.ssa Martina Cavaletto
Cell.340 0703127
E-mail: martinacavaletto@gmail.com

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Tanti pensieri, tante cose da far e poco tempo per te

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Ad esempio quante volte ti sei veramente preso/a un attimo per goderti la doccia, sentire l’acqua sul tuo corpo, sentire ogni goccia che batte sulla tua pelle, sentire che sensazione ti suscita e rilassarti? Oppure quante volte ti ritrovi sotto alla doccia con i pensieri e le emozioni che hai vissuto poco prima di entrare o pensando a quello che dovrai fare più tardi?

Quante volte riesci a prenderti un momento per te stesso/a e goderti pienamente la tua vita?

???? Ho delle buone notizie da darti:

➡️ non sei il solo/a

➡️ con allenamento e costanza riuscirai a gestire i tuoi pensieri, permettendoti di assaporare il momento presente senza essere affaticato/a dai tuoi pensieri

➡️ esistono delle pratiche che ti possono aiutare

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➔ Quando ti senti sopraffatto/a da numerosi pensieri prova a focalizzare l’attenzione su un oggetto che è vicino a te. Puoi osservare la forma, il colore, la consistenza, ogni dettaglio dell’oggetto. Potrai osservare come il ruminio ossessivo di pensieri comincia a calmarsi. Questo semplice esercizio ti aiuterà a ritornare nel presente e a trovare la tua quiete mentale.

Anni fa mi sentivo sopraffatta da molti pensieri che rimbalzavano nella mente e non mi permettevano di essere concentrata e fare tante cose, finendo con il causarmi stress ed ansia. ???? Scoprire queste pratiche mi ha permesso di riconoscere i segnali che il mio corpo mi invia, riuscire ad essere concentrata e a gestire questo logorio. Mi ha permesso di prendere in mano la mia vita!????

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Master in NeuroPsicosomatica clinica, consapevolezza e crescita personale

Un percorso meraviglioso, ricco di strumenti, che mi ha aperto la strada alla terapia integrata mente-corpo. 
Questa formazione mi ha fatto comprendere l’importanza della corporeità, del lavoro con il corpo e che molte volte il corpo ne sa più della nostra mente: il corpo ha delle memorie. 

Un percorso in cui ho conosciuto la Mindfulness Psicosomatica e altre meditazioni di cui ora non potrei farne a meno per i numerosi benefici: rilassamento, riduzione e gestione dello stress e dell’ansia, riequilibrio energetico, ribilanciamento del sistema nervoso autonomo (attivazione e rilassamento del nostro corpo), ritrovare un sonno migliore e profondo e tanti altri benefici.

Se in questo momento ti senti stressato/a, ansioso/a non riesci a dormire bene alla notte, ti senti stanco/a, vuoi trovare un momento per prenderti cura di te, puoi contattarmi per alcune sedute in cui imparerai delle pratiche che ti aiuteranno a ritrovare il tuo benessere psico-fisico.

Dott.ssa Martina Cavaletto
Psicologa e psicoterapeuta in formazione
Cell. 3400703127 (anche sms o Whatsapp)

BENEFICI DELLA MINDFULNESS

In questa sede vorrei portare attenzione ai principali benefici della Mindfulness. È importante sottolineare che la Mindfulness è la “pratica” (mi piace considerarlo più uno stile, un modo, di vivere la vita più che una pratica) di meditazione che ha ricevuto la maggior quantità di studi scientifici al mondo, riuscendo a raggiungere in circa tre decenni, l’attenzione di medici, psicologi, biologi ed educatori, e facendo cambiare idea a molti scettici. Fra questi è importante citare il lavoro del biologo Jon Kabat­ Zinn, e dei terapeuti Zindel B. Segal, Mark Williams e John D. Teasdale.

L’importanza che oggi questa pratica ha assunto, non si basa quindi su ideologie di natura politica o religiosa, ma dipende dall’enorme mole di dati scientifici che si sono venuti a creare in questi anni. Si parla di migliaia, decine di migliaia di studi e ricerche in tutto il mondo.
Essere esaustivi su questi studi non ci è ovviamente possibile, ma è comunque importante sottolineare che molti benefici sono stati registrati in seguito ad una pratica regolare per alcune settimane (in genere 8), e migliorano progressivamente nei mesi e negli anni successivi.

Si può affermare che la Mindfulness ha in generale un effetto regolatorio ed equilibrante: aiuta il sistema a ritrovare il suo funzionamento ottimale. È chiaro quindi che, oltre ad una serie di effetti generali, che verranno elencati (come la riduzione dello stress eccessivo), una parte degli effetti dipendono anche dalla struttura di personalità (dal carattere) degli individui, e dalla loro particolare situazione di vita. Una persona troppo agitata potrà ritrovare maggior tranquillità e serenità, una troppo passiva invece, più energia e dinamismo. Una troppo aggressiva potrebbe trovare una modalità più gentile ed accogliente, ed una troppo remissiva trovare coraggio.
Elenco ora alcuni dei più significativi effetti della Mindfulness, a vari livelli:

Effetti sul sistema PNEI (psicologico, neurofisiologico, endocrino e immunitario):
• Un bilanciamento del sistema nervoso simpatico/parasimpatico: bilanciamento tra attività e rilassamento
• Diminuzione della pressione sanguigna, diminuzione della frequenza del respiro, diminuzione della conduttanza della pelle
• Rinforza il sistema immunitario
• Aumenta la coerenza EEG (elettroencefalogramma) cioè aumenta la sincronizzazione tra i due emisferi cerebrali

Effetti sull’espressione emozionale e nella relazione affettiva:
• Migliora la stabilità emotiva
• Migliora la capacità di risolvere i propri problemi di tipo relazionale e aumenta la creatività
• Permette di godere di relazioni umane migliori e più appaganti
• Miglioramento delle relazioni famigliari, lavorative e sociali

Effetti sulla mente:
• Migliora la funzionalità cognitiva (attenzione e concentrazione, memoria e percezione) anche con il progredire dell’età
• Migliora la funzionalità e la flessibilità cognitiva con risposte agli stimoli più coerenti ed efficaci e con un miglioramento dell’attenzione
• Miglioramento nell’apprendimento
• Aumentare la memoria, i tempi di reazione diventano più veloci e cresce la resistenza mentale e fisica

Effetti sugli ormoni:
• Diminuzione dell’adrenalina e della noradrenalina e cortisolo (ormoni dello stress) e degli indici di stress cronico
• La diminuzione del cortisolo, è importante nel migliorare il funzionamento del sistema immunitario, e nel prevenire l’ateriosclerosi e il diabete.
• Diminuzione dell’inibizione del GABA che dà rilassatezza, emozioni positive, minor senso di fatica e migliore memoria ed apprendimento
• Aumento delle beta­endorfine e degli oppioidi che generano un minor senso di dolore e di paura; e più elevate sensazioni di gioia ed euforia
• Aumento produzione di serotonina e dopamina che possono aumentare l’effetto benessere e di relax.
• Riduce i livelli di ansia, depressione e irritabilità
• Limita l’impatto di condizioni difficili come il dolore cronico e il cancro e può contribuire ad alleviare le tossicodipendenze e l’alcolismo.


Qui sotto potete trovare un piccola meditazione guidata che utilizza il respiro, per aiutarvi a familiarizzare con questa pratica.
Praticando vi renderete conto che all’inizio, abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi, perché la mente tende a portarci via dal momento presente e produce infiniti pensieri. Mano a mano che si pratica, la meditazione diventa spontanea e quasi una piacevole dipendenza che ci dona benessere.
Non mi resta che augurarvi un buon ascolto!

LA MEDITAZIONE MINDFULNESS

Esistono diversi modi per meditare: le varie tradizioni spirituali dell’Oriente, nel corso dei secoli, hanno sviluppato tecniche e percorsi anche molto diversi per sviluppare la consapevolezza e giungere a vivere una vita veramente piena e soddisfacente.
Nei miei corsi insegno diverse pratiche di meditazione, dando maggior spazio ed attenzione alla Mindfulness ad approccio psicosomatico o, più semplicemente, Mindfulness Psicosomatica.

Questa tecnica ha infatti alcune caratteristiche che la rendono particolarmente importante, adatta ad introdurre le persone alla pratica della meditazione, e a prepararle per altre eventuali tecniche anche piuttosto differenti.
In primo luogo, la Mindfulness è la tecnica di meditazione più convalidata dalle ricerche internazionali, sia in ambito medico che psicologico, per l’efficacia dimostrata nel ridurre lo stress, l’ansia, l’aggressività e la depressione e nel produrre un miglioramento nel benessere e nelle capacità di attenzione. Gli effetti che questa tecnica ha dimostrato nelle ricerche scientifiche verranno abbondantemente approfonditi in seguito.
In secondo luogo questa pratica è molto semplice e adatta a tutte le persone che sono disponibili a prendersi cura di sé e a dedicarsi del tempo di qualità. Non sono richieste particolari capacità, e anche per chi soffre di malattie o presenta difficoltà, può essere utile e apprezzabile. È stata applicata con successo su persone con disabilità sia fisica che mentale, pazienti oncologici, pazienti con dolore cronico, per diversi disturbi mentali, e su persone di ogni età, dai bambini agli anziani.
In terzo luogo, è una pratica molto matura e completa, che ha le sue origini in una tradizione antichissima che è stata rivisitata negli ultimi decenni all’interno dell’ambito scientifico. È stata rifinita nei suoi dettagli, curandone le basi, la metodologia, e la modalità per superare molte delle più comuni difficoltà.


Il termine inglese Mindfulness significa, letteralmente, pienezza della mente, pienezza della coscienza, deriva dalla traduzione dell’antico termine “sati”, che in lingua Pali, l’antica lingua del buddha, significa consapevolezza, attenzione o presenza.
L’utilizzo di questa tecnica, anche se deriva dal buddhismo theravada, è “laico”, viene praticato ed insegnato in tutto il mondo ed in molti contesti differenti, per i benèfici effetti che ha sul corpo e sulla mente.
Come anticipato dalla definizione introduttiva, la meditazione è un insieme di pratiche che addestrano l’attenzione, la presenza mentale, la consapevolezza del presente.


Mindfulness significa infatti prestare attenzione alle proprie sensazioni, ai propri pensieri ed emozioni, momento dopo momento, senza cercare di modificarli, ma semplicemente permettendo loro di esistere e di seguire il loro corso naturale.


Mano a mano che la capacità di rimanere presenti a queste sensazioni, emozioni e pensieri si sviluppa, il praticante si renderà conto di come la mente logica e giudicante in cui di solito siamo immersi, sia solo una rappresentazione inaccurata della realtà che ci circonda e non la realtàstessa.
Gli effetti di questo praticare attenzione e presenza sono molteplici, alcuni più a breve, altri più a lungo termine, e in generale si manifestano sia in un benessere prettamente fisico, fisiologico dell’organismo, sia in un miglioramento del benessere psicologico, emotivo e sociale.
Già anche dopo una sola seduta di Mindfulness è possibile percepire degli effetti benéfici, come un generale rilassamento, una minore reattività, una maggior lucidità e concentrazione.
Al di là di questo comunque piacevole risultato, i maggiori benefici della Mindfulness si hanno sul lungo termine e dipendono dalla regolarità con cui viene praticata. Questi benefìci maturano gradualmente, e diventano di solito piuttosto evidenti dopo alcune settimane di pratica, o, per contrasto, dopo che per qualche motivo abbiamo smesso di praticare da alcuni giorni.
Un altro degli aspetti probabilmente più significativi, è che cominciare a meditare, significa intraprendere un lavoro di autoconoscenza ed autoesplorazione.
Creando delle situazioni di auto­-osservazione non giudicante, la Mindfulness, ci permette di cogliere molte cose sul funzionamento abituale della nostra mente e sui suoi effetti relativi al nostro benessere emotivo e fisico, ovvero sulla nostra salute, felicità o sofferenza.
La pratica della consapevolezza ci aiuta a vedere come ci procuriamo sofferenza e angoscia “inutile” e ci insegna ad abbandonare le abitudini mentali dolorose e a sostituirle con altre più utili rendendo la vita più ricca e significativa. Guardando la vita da un punto di vista diverso, più “reale” e meno distorto, ci aiuta a trasformare i sentimenti che proviamo e l’esperienza che viviamo.
Iniziando una pratica di meditazione, come verrà approfondito in seguito, si possono incontrare anche alcune difficoltà. Sono piuttosto comuni i momenti in cui ci sembrerà di non riuscire: la mente cercherà di scappare, comincerà a riempirsi di pensieri oppure qualche volta ci sentiremo assonnati. Questi attimi non sono sintomo di fallimento, ma sono invece importantissimi. Il fatto di renderci conto che la mente è scappata via o che siamo irrequieti o assonnati è un passaggio di grande apprendimento: stiamo comprendendo che “la mente ha a sua volta una mente tutta sua”. Mano a mano che coltiveremo la pratica ci renderemo conto che non siamo i nostri pensieri ma che possiamo semplicemente osservare quegli stati mentali quando sorgono, si fermano e poi spariscono. La mente non si ferma mai, continua a fluttuare. Progressivamente i periodi di tranquillità e di calma si allungheranno, e ci accorgeremo sempre meglio quando la mente ci sfugge via.

Per farci un’idea di quanto la nostra mente sia affollata potreste provare a fare un’esperienza pratica provando a contare mentalmente da 1 fino a 30, ogni qualvolta giunge un pensiero (e me ne accorgo), ricomincio da 1.

Attraverso questo semplice esercizio ci accorgeremo quante volte la mente ci “ruba” il momento presente. Risulta quindi importante apprendere delle pratiche utili per gestire i pensieri che questa produce.

“Se sei depresso
stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso,

stai vivendo nel futuro.
Se sei in pace,

stai vivendo nel presente. “

Lao Tzu